PREGARE È AMARE

La scuola di preghiera durante la Quaresima 2015

 

“Scuola di preghiera”: questo è il titolo che è stato dato ai quattro incontri svoltisi durante le prime settimane di Quaresima. E perché esista una scuola, devono per forza esserci una maestra e/o un maestro. Noi li abbiamo avuti entrambi!

La nostra “maestra” è stata una donna vivace, grintosa e profonda. Indossava un completo con gonna e maglioncino abbinati al velo… tutto azzurro, di una bella tonalità. Teneva in mano un quadernetto giallo, suo fedele compagno, che le serviva per andare al sodo, per poter trasmettere le cose importanti senza perdersi.

Il nostro “Maestro” è stato il protagonista di tutti gli incontri: il Padrone di casa, Colui che è sempre presente e disponibile, Colui che ci ha accolti e condotti, a cui abbiamo rivolto la nostra preghiera.

Gli incontri, della durata di un’ora ciascuno, erano scanditi da due tempi: una prima parte teorica, in cui suor Francesca ci ha dato un po’ di indicazioni su come si prega e su cosa sia la preghiera, e una seconda parte pratica, in cui ci ha fatto sperimentare un metodo di preghiera.

Che cosa vuol dire pregare? Pregare è Amare.

Che cosa significa Amare? Amare è Cambiare.

Suor Francesca ha esordito dicendoci questo, e aggiungendo che chi non vuol cambiare è meglio non si metta neanche a pregare, perché sarebbe impossibile restare immuni dall’ondata di bene che ne deriva.

Finché parlava e ci raccontava queste cose, si vedeva che credeva in quello che stava dicendo, il suo corpo, i suoi occhi e il suo spirito erano in quelle parole. Perché non provare, quindi, a vivere questa bella esperienza, così arricchente e ricca di pace?!

Una parola chiave che per tutta una settimana mi è ronzata in testa è stata “consapevolezza”. Essere consapevoli di quello che stiamo facendo, nel momento in cui lo stiamo vivendo, ha una potenza grande. Mente e cuore presenti nel qui e ora, rendono lo sforzo dell’attività che si svolge minore e portano un risultato migliore. Una sorta di “risparmio energetico” che, tra l’altro, è molto attuale! Per attività si intende qualsiasi attività: il lavoro, lo studio, il gioco, le relazioni, e soprattutto la preghiera.

Per iniziare a pregare è importante invocare lo Spirito santo, un segno della croce fatto dando senso e significato alle parole e ai gesti che si fanno, ci aiuta ad entrare in contatto con la nostra spiritualità e predisporre il nostro animo alla preghiera.

La preghiera si presenta sotto diversi aspetti: ci sono le preghiere di richiesta, di grazia, di lode, di ringraziamento. Per pregare si possono utilizzare testi di preghiere esistenti (Padre Nostro, Ave Maria..), brani del Vangelo e della Bibbia, le nostre stesse parole.

Una cosa bella e forte che mi ha colpito è l’idea che qualsiasi momento della giornata si può trasformare in preghiera, dal risveglio piacevole dopo una notte riposante, al rientro a casa magari stanchi, nervosi o scontenti dopo una giornata impegnativa.. anche nei momenti più difficili, possiamo trovarne beneficio e ringraziare.

Pregare è facile, semplice e alla portata di tutti, non occorre essere asceti o ricercare le parole più difficili.

Suor Francesca ci ha aiutato a pregare in modo semplice, predisponendo il nostro corpo ad una condizione di rilassamento, ascolto e consapevolezza e cercando di liberare la mente dai pensieri. Con il corpo rilassato e la mente sgombra, abbiamo ascoltato un salmo e un bravo del Vangelo e abbiamo lasciato riecheggiare le parole o le frasi che più sentivamo nostre.

Non so se suor Francesca ci ha promossi tutti o se avremmo bisogno di qualche ripetizione, resta il fatto che a casa possiamo fare un po’ di esercizio per restare collegati al Padre Nostro che è sì nei cieli, ma è anche qui, molto vicino a noi.

Grazie Suor Francesca, per questa esperienza!

Federica

 

 

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